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	<title>percorso di studi Archivi - Emma Labruna</title>
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	<title>percorso di studi Archivi - Emma Labruna</title>
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		<title>Riprendere a studiare, i consigli per ritrovare la motivazione e raggiungere i propri obiettivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 07:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Settembre è il mese del ritorno a scuola e all’università e, più in generale, segna il momento della ripresa dei libri e della necessità di ritrovare focus e determinazione per...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/09/27/riprendere-studiare-consigli-ritrovare-la-motivazione-raggiungere-propri-obiettivi/">Riprendere a studiare, i consigli per ritrovare la motivazione e raggiungere i propri obiettivi</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Settembre è il mese del ritorno a scuola e all’università e, più in generale, segna il momento della ripresa dei libri e della necessità di ritrovare focus e determinazione per un nuovo anno di studio, esami, prove scritte e interrogazioni. Non sempre la ripresa dopo la pausa estiva è agevole. È fondamentale, infatti, ritrovare la motivazione nell’ambito di una più ampia comprensione di tutti i benefici che lo studio avrà sullo sviluppo della nostra esistenza.</p>
<p>Per evitare gli ostacoli più comuni che si frappongono tra noi e il raggiungimento del nostro obiettivo – ad esempio cercare di studiare pur avendo la mente altrove, oppure non affidarsi a una precisa scaletta delle priorità – ecco alcuni consigli per sviluppare un efficace percorso di motivazione allo studio.</p>
<ol>
<li>Delineare un obiettivo</li>
</ol>
<p>È fondamentale cominciare con il porsi un obiettivo. Proviamo, anzitutto, a definire il nostro obiettivo in positivo, ad esempio “<em>completare il libro di letteratura e fare gli esercizi entro un mese</em>”. Un utile stratagemma è quello di scrivere il nostro obiettivo su alcuni post-it adesivi da attaccare al pc, al letto o vicino alla televisione, in modo da avere sempre in mente il percorso che abbiamo intrapreso e la meta finale.</p>
<ol start="2">
<li>Fare un passo alla volta</li>
</ol>
<p>Di fronte alla vista di una montagna di libri impilati uno sull’altro nessuno riuscirebbe a non uscirne scoraggiato. Per questo motivo, è importante procedere per step, attraverso l’individuazione di micro obiettivi. In altre parole, è più proficuo puntare a studiare un tot di pagine entro le prossime due ore che a finire l’intero libro in mezza giornata. Procedere in questo modo vi aiuterà ad arrivare all’obiettivo finale senza eccessivo stress e mantenendo alta la concentrazione. Tra un micro obiettivo e l’altro, inoltre, non dimenticate di inserire qualche minuto di relax e distrazione per ricaricare le energie.</p>
<ol start="3">
<li>No alle distrazioni</li>
</ol>
<p>Mantenere alta la concentrazione quando si studia a casa, tra la tentazione di accendere la tv, il telefono che squilla e, soprattutto, l’incessante trillo delle notifiche dei social network non è per nulla facile. Tuttavia, evitare le distrazioni è fondamentale per raggiungere l’obiettivo finale, per cui ecco alcuni consigli per evitare di “deragliare”: silenziate lo smartphone, controllate la posta elettronica solo se necessario, studiate in una stanza silenziosa e senza tv. Valutate la possibilità di andare a studiare in biblioteca, qualora la vostra casa presentasse troppi elementi di rumore e distrazione.</p>
<ol start="4">
<li>Esercitarsi a visualizzare l’obiettivo</li>
</ol>
<p>La tecnica della visualizzazione è molto utilizzata tra gli sportivi: immaginarsi il match prima ancora di averlo giocato, per mettere a fuoco emozioni e sensazioni, contribuisce a migliorare concentrazione e determinazione. Se applicata allo studio, la visualizzazione può ugualmente rivelarsi efficace, perché contribuisce ad allenare la mente al raggiungimento di un obiettivo. Esercitarsi, in un luogo tranquillo, a “vedere” noi stessi immersi in una proficua sessione di studio, oppure mentre esponiamo brillantemente quanto studiato dinanzi ai professori, ci aiuterà a far sì che la “visione” diventi realtà concreta.</p>
<ol start="5">
<li>Socializzare la propria esperienza attraverso il dialogo</li>
</ol>
<p>Condividere la propria esperienza con altre persone, alle prese con le stesse difficoltà, è uno dei passi più positivi che possiamo intraprendere, perché ci farà sentire immediatamente meno tesi e gravati. Ad esempio, incontrarsi una volta alla settimana con altri compagni di classe, o di corso, per far emergere le criticità e le possibilità di miglioramento ci aiuta a crescere come persone e a raggiungere l’obiettivo, stemperando l’angoscia di sentirci gli unici a vivere determinate difficoltà.</p>
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		<title>Genitori e figli, i consigli per praticare l’ascolto attivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 07:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso mi scrivono genitori alle prese con i problemi dei figli e, soprattutto, con la necessità di instaurare con loro un dialogo proficuo. Molte volte mi sento dire la frase...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/07/29/genitori-figli-consigli-praticare-lascolto-attivo/">Genitori e figli, i consigli per praticare l’ascolto attivo</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso mi scrivono genitori alle prese con i problemi dei figli e, soprattutto, con la necessità di instaurare con loro un dialogo proficuo. Molte volte mi sento dire la frase “mio figlio non mi ascolta”. È vero che i genitori, animati da buone intenzioni, si prodigano per dare buoni consigli, supportare le aspirazioni dei figli, sostenerli attivamente di fronte alle sfide quotidiane. È altrettanto vero, però, che i figli talvolta alzano un muro e il dialogo non riesce a innescarsi. Un elemento importante da tenere in considerazione in questa dinamica, e che cerco spesso di mettere in evidenza con i genitori che si rivolgono a me, è il fatto che molti genitori hanno paura della possibilità che i figli “falliscano” o compiano gravi errori. I genitori, infatti, si sentono responsabili dei possibili insuccessi dei figli e si identificano totalmente con i loro problemi. In questo modo, però, il rischio è quello di dimenticare che la questione sollevata riguarda la sensibilità del ragazzo e non del genitore. È lui a dover rispondere alle criticità. Quando, invece, scatta questa identificazione, i genitori, involontariamente, trasmettono ai figli un senso di mancanza di fiducia nei propri mezzi.</p>
<p>Quindi, il primo passo è quello di acquisire la consapevolezza che il problema appartiene a nostro figlio, e non al genitore. Se riconosciamo nostro figlio come una persona distinta e autonoma, contribuiamo anche a fargli comprendere che dentro di sé ha tutte le risorse per venire a capo dei problemi.</p>
<p>In questo senso, è importante che anche noi genitori ci impegniamo per costruire una vita soddisfacente, cercando di realizzarci come persone, con tutto il nostro carico di bisogni e attese a cui rispondere.</p>
<p>Il primo passo è quello di comprendere i nostri sentimenti e bisogni più profondi. Se non siamo felici per primi noi stessi, non saremo in grado di garantire felicità e serenità ai nostri figli.</p>
<p>Quando un ragazzo prende un brutto voto a scuola, ad esempio, è il primo a provare dispiacere per l’accaduto. Il rapporto con i professori e i compagni nell’ambito del percorso scolastico è infatti un primo momento di confronto e definizione della propria identità. Quando un genitore acquisisce la consapevolezza di questo processo, può contribuire positivamente a far comprendere al figlio che le avversità fanno parte della vita, sta a noi trasformarle in opportunità di maturazione personale.</p>
<p>Ecco quindi alcuni semplici consigli per praticare l’ascolto attivo nei confronti dei nostri figli:</p>
<ul>
<li>Quando nostro figlio ha un problema, ricordate che è lui a doverlo affrontare. Distinguiamo quindi la sua persona dalla nostra.</li>
<li>Ascoltatelo con la massima attenzione ma astenetevi da giudizi e indicazioni del tipo “avresti dovuto fare così”.</li>
<li>Comprendere lo stato d’animo di nostro figlio e lasciar venir fuori, attraverso il dialogo e il confronto, tutte le possibili soluzioni. Anche in questa fase, ricordate di non giudicare o ridicolizzare.</li>
<li>Una volta elaborate le soluzioni, scegliere insieme la migliore. Ad esempio, nel caso di un brutto voto dopo un’interrogazione, ripassare il programma e offrirsi per essere nuovamente interrogato.</li>
<li>Infine, la conclusione del processo di ascolto: attuare la soluzione scelta e verificarne il risultato.</li>
</ul>
<p>&nbsp;<br />
<strong>Note: liberamente ispirata ai testi di Maria Paola Battista (italia.eu)</strong></p>
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		<title>Scoprire il proprio talento: la testimonianza di Silvio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 07:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Sono contento perché, grazie alla Coach Emma Labruna, mi sento più consapevole, ho finalmente capito cosa mi piace fare e perché. La mia passione è lo studio della mente umana,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/07/05/scoprire-talento-la-testimonianza-silvio/">Scoprire il proprio talento: la testimonianza di Silvio</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Sono contento perché, grazie alla Coach Emma Labruna, mi sento più consapevole, ho finalmente capito cosa mi piace fare e perché.</p>
<p>La mia passione è lo studio della mente umana, degli abissi e delle altezze che può raggiungere. Mi piacerebbe studiare psicologia, in particolare criminologia, tuttavia non amo il lavoro sedentario.</p>
<p>Dopo il percorso di coaching d’orientamento, ho preso coscienza di quali siano le caratteristiche principali del mio modo di essere: apprezzo uno stile di vita dinamico e socievole, e sento forte l’esigenza di un’indipendenza economica in tempi brevi.</p>
<p>La coach ha incoraggiato la mia intuitività e la mia voglia di apprendere in ogni ambito, ma mi ha anche reindirizzato verso ciò che desidero davvero dalla vita, facendomi ritrovare un equilibrio che credevo perso per sempre. Ora accetto me stesso, ho superato il momento di sbandamento che mi spingeva a comportarmi in modo aggressivo, anche nei confronti dei miei cari.</p>
<p>Guardo i miei amici, che sembrano incuranti del mondo che li circonda, e mi sento diverso, più consapevole di me stesso e di ciò che voglio dal mio futuro. Ma soprattutto degli strumenti di cui ho bisogno per realizzare i miei sogni.”</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.emmalabruna.it%2F2016%2F07%2F05%2Fscoprire-talento-la-testimonianza-silvio%2F&amp;linkname=Scoprire%20il%20proprio%20talento%3A%20la%20testimonianza%20di%20Silvio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.emmalabruna.it%2F2016%2F07%2F05%2Fscoprire-talento-la-testimonianza-silvio%2F&amp;linkname=Scoprire%20il%20proprio%20talento%3A%20la%20testimonianza%20di%20Silvio" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.emmalabruna.it%2F2016%2F07%2F05%2Fscoprire-talento-la-testimonianza-silvio%2F&amp;linkname=Scoprire%20il%20proprio%20talento%3A%20la%20testimonianza%20di%20Silvio" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.emmalabruna.it%2F2016%2F07%2F05%2Fscoprire-talento-la-testimonianza-silvio%2F&#038;title=Scoprire%20il%20proprio%20talento%3A%20la%20testimonianza%20di%20Silvio" data-a2a-url="https://www.emmalabruna.it/2016/07/05/scoprire-talento-la-testimonianza-silvio/" data-a2a-title="Scoprire il proprio talento: la testimonianza di Silvio"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/07/05/scoprire-talento-la-testimonianza-silvio/">Scoprire il proprio talento: la testimonianza di Silvio</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
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		<title>5 consigli per valutare correttamente gli studenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 07:00:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Agli insegnanti oggi viene chiesto di essere tante cose: docenti, quindi esperti nelle loro materie; educatori, quindi capaci di educare e trasmettere valori; un po’ psicologi e quindi empatici nei...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/06/07/5-consigli-valutare-correttamente-gli-studenti/">5 consigli per valutare correttamente gli studenti</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Agli insegnanti oggi viene chiesto di essere tante cose: docenti, quindi esperti nelle loro materie; educatori, quindi capaci di educare e trasmettere valori; un po’ psicologi e quindi empatici nei confronti degli alunni, attenti ai loro problemi dell’infanzia, della preadolescenza e dell’adolescenza; entusiasti e carismatici, quindi un po’ intrattenitori e animatori; esperti di nuove tecnologie, quindi in grado di usare computer, Lim (lavagne interattive multimediali) e altre diavolerie. Non solo: ci vogliono anche coinvolgenti. Potremmo dire che la scuola vorrebbe farci diventare degli insegnanti coach.”</em> (labiondaprof.wordpress.com)<br />
Spesso e volentieri gli insegnanti tendono a misurare prevalentemente il grado di apprendimento degli studenti, tralasciando talvolta qualità altrettanto importanti quali la socievolezza, lo spirito di collaborazione, l’autostima e l’entusiasmo. Ecco cinque utili attività per rafforzarli: cicle-time, teatro, arte, gite, dialogo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. Circle-time</strong></p>
<p>La tecnica del circle-time non è altro che un esercizio in cui gli studenti si siedono in cerchio e, guidati dall’insegnante che ha un ruolo neutrale, cercano di giungere a un’idea condivisa su di una determinato argomento, un’idea quanto più vicina possibile alla mentalità degli alunni stessi. Il circle-time diviene in tal modo un luogo reale e virtuale in cui vigono il rispetto per il pensiero altrui, l’alternanza nell’esposizione delle opinioni, il divieto assoluto di pregiudizi e la necessità di sviluppo del pensiero critico. In tale ottica lo studente non è più oggetto passivo del sistema educativo, ma diventa soggetto attivo nella costruzione di valori e condivisione della conoscenza.</p>
<p><strong>2. Teatro</strong></p>
<p>L’utilizzo del teatro come tecnica di apprendimento è un’attività che va utilizzata con la dovuta parsimonia. Anziché mettere in scena opere teatrali complesse per la sola soddisfazione dei genitori, risulta invece utile, nonché costruttivo, realizzare delle improvvisazioni basate sugli argomenti che gli alunni stanno imparando e valutarne l’esito in termini di apprendimento. La tecnica teatrale infatti, così come l’improvvisazione, può risultare un ottimo metodo valutativo, nonostante purtroppo le recite scolastiche divengano sempre più spesso uno sterile fenomeno di moda.</p>
<p><strong>3. Arte</strong></p>
<p>Di comune accordo, insegnanti e alunni scelgono un tema comune per i prodotti artistici da creare, la data d’inizio e di fine del progetto e la cartella di lavoro in cui raccogliere tutte le opere. Nella “vinnumappa” (nome originale islandese della cartella) può raccogliere non solo i lavori più belli, ma anche le foto fatte allo studente durante la realizzazione del disegno, dell’opera di ingegneria, del modello di creta o cartapesta, le frasi più significative pronunciate durante tutto il progetto. La ricostruzione artistica di un argomento si presenta infatti come un metodo di valutazione funzionale, già utilizzato in Islanda da ben dieci anni.</p>
<p><strong>4. Gite</strong></p>
<p>Le gite <em>outdoor </em>rappresentano un’ottima occasione di valutazione degli studenti, poiché fuori dalle mura scolastiche tutto diventa più semplice e naturale. Le attività da svolgere sono varie, ad esempio coltivare un orto, sviluppare la fantasia costruendo oggetti con materiali trovati in natura e persino osservare i cicli della vita. Non c’è metodo migliore per osservare in che modo gli alunni si rapportano alla realtà esterna e valutarne di conseguenza i veri sentimenti.</p>
<p><strong>5. Dialogo</strong></p>
<p>Come prescindere dal colloquio con il singolo studente durante la sua valutazione? Una buona comunicazione tra studente e insegnante è alla base di un metodo valutativo funzionale. A tal proposito, sarebbe utile effettuare un colloquio all’inizio dell’anno scolastico e uno verso la sua metà, così da poter rilevare quali sono le aspettative dei singoli alunni, e in un secondo momento l’eventuale raggiungimento degli obiettivi prefissati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La valorizzazione della comunicazione con l’alunno, correttamente supportata da un coach specializzato, permette all’insegnante di scoprire le peculiari potenzialità del ragazzo, i punti di forza da incrementare e le debolezze da mitigare, al fine di guidarlo in direzione di scelte consapevoli e soddisfacenti.</p>
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		<title>Giovani e talento, un percorso di coaching umanistico per progettare il futuro</title>
		<link>https://www.emmalabruna.it/2016/04/18/giovani-e-talento-un-percorso-di-coaching-umanistico-per-progettare-il-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 09:32:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[coaching umanistico]]></category>
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		<category><![CDATA[percorso di studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di recente ho avuto l’opportunità di incontrare alcune classi di studenti della scuola secondaria superiore per avviare un percorso di orientamento. Grazie alla metodologia del coaching umanistico per l’orientamento allo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/04/18/giovani-e-talento-un-percorso-di-coaching-umanistico-per-progettare-il-futuro/">Giovani e talento, un percorso di coaching umanistico per progettare il futuro</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di recente ho avuto l’opportunità di incontrare alcune classi di studenti della scuola secondaria superiore per avviare un percorso di orientamento. Grazie alla metodologia del <i>coaching umanistico </i>per l’orientamento allo studio o al lavoro, abbiamo avuto la possibilità di partire dagli alunni stessi, dalle loro personalità e dai loro sogni e interessi. Questo approccio rovescia quello tradizionale, in base al quale si parte dall’offerta formativa disponibile (facoltà universitarie, corsi di formazione o centri per l’impiego) e solo dopo si accede al sentire degli allievi.</p>
<p>In quest&#8217;occasione, ho avuto modo di confrontarmi con l’ardore, le domande, le speranze e le spavalderie tipiche di quell&#8217;età in cui si diventa più forti e potenti dal punto di vista fisico, mentre le facoltà mentali si ampliano e si espandono e, nonostante il ricorso allo <i>slang</i>, il linguaggio si arricchisce grazie ai riferimenti letterari recentemente studiati.</p>
<p align="JUSTIFY">Vivere un’esperienza con questi ragazzi è coinvolgente: sono pieni di fervore, entusiasmo e potenzialità. Tuttavia, quando si affronta il tema dei progetti per il futuro, molti di loro diventano indecisi, timidi, mostrando idee poco chiare. Alcuni, in realtà, dissimulano obiettivi già piuttosto chiari, fingendosi indecisi. Del resto, la “clandestinità” è una caratteristica degli adolescenti. Immaginare come vorremmo essere tra dieci anni richiede un colloquio con se stessi molto intimo e allo stesso tempo un’apertura verso il <i>coach orientatore</i> piena di fiducia. È il momento, infatti, di mettere in campo sogni, desideri, ambizioni, non sempre facili da esprimere, anche solo per pudore.</p>
<p align="JUSTIFY">Ecco quello che è emerso, durante questo “percorso ispiratore”, del quale sono molto grata.</p>
<p align="JUSTIFY">Anche i ragazzi che già sanno cosa vorrebbero fare si mostrano spesso un po’ incerti e aggiungono ai loro progetti un tocco fatalista. Dicono ad esempio molto spesso “devo rifletterci, devo pensarci bene!”. Un po’ come se si aspettassero che qualcuno dall’esterno arrivi a confermare la bontà della scelta.</p>
<p align="JUSTIFY">Credo che alla base di questo atteggiamento ci sia un certo modo di concepire e vivere la scuola. Durante gli anni delle superiori, la scuola viene vissuta ancora come un obbligo. I ragazzi sentono lo studio come imposto dai genitori, o dagli insegnanti, e quindi derogano spesso completamente alla loro possibilità e capacità di scelta.</p>
<p align="JUSTIFY">Abbiamo quindi proseguito il percorso confrontandoci con due concetti molto importanti, che nei programmi scolastici vengono definiti meta-competenze: <b>l’educazione alla scelta</b> e <b>la responsabilità personale</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">L’educazione alla scelta parte dall’acquisizione della consapevolezza di come prendere le proprie decisioni (impulso, rimando, delega, valutazione dei pro e dei contro etc.), per verificarne i valori alla base. La responsabilità personale definisce i confini di ciò che è possibile ed opportuno decidere per se stessi, ovvero quello che ci piace e non ci piace, i nostri sentimenti in relazione a cose e persone, i nostri bisogni di affinità o distacco [1].</p>
<p align="JUSTIFY">Attraverso lavori di gruppo, questionari e brevi scritti, sono poi emersi i valori, le differenti concezioni della felicità, le speranze, ciò che motiva intrinsecamente i ragazzi ad agire e gli ostacoli interni ed esterni quali la paura e la sfiducia.</p>
<p align="JUSTIFY">Per concezione della felicità, intendo quello stato che dona senso e significato alle nostre vite. Sebbene non rinunceremo mai alla pizza con gli amici, alle discoteche o alla SPA, la felicità risiede nello sviluppo delle nostre potenzialità tese a realizzare e manifestare i nostri talenti, la nostra “vocazione”. Alcuni troveranno il senso della loro concezione di felicità nell’essere: nel dialogare con se stessi per dare senso alle esperienze della propria vita in relazione ai propri valori, altri troveranno la felicità nell’amare. Coltivare le relazioni, nell’essere punti di riferimento per altri. Infine altri ancora troveranno nel fare ciò che amano il senso della propria esistenza. [2]</p>
<p align="JUSTIFY">Impariamo poi che siamo responsabili delle nostre emozioni e che siamo liberi di reagire in vario modo al comportamento degli altri. Questo è sempre un concetto che risulta incredibile per i ragazzi: “Com’è possibile che non possa dire che Mario mi fa arrabbiare se proprio ieri me ne ha fatta un’altra delle sue?”. Impariamo che ognuno, a seconda dei valori (o virtù) che pone come fondamentali della sua vita possiede differenti potenzialità, che ognuno apprende secondo modalità che sono strettamente correlate alla sua particolare intelligenza e se ne contano ben sette tipologie (intelligenza logico-matematica, linguistica, cinestetica, spaziale, musicale, intrapersonale, interpersonale e si è aggiunta quella naturalistica)[3]. Inoltre impariamo che in ciascuno si incrociano differenti potenzialità, interessi, motivazioni ed intelligenze. È in questa combinazione che si evidenzia come ciascun essere umano sia unico e pertanto singolare deve essere il suo percorso di realizzazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Ognuno ha il suo sogno, il suo progetto e bisogna costruirlo e renderlo reale. Questa è la fase in cui andiamo a guardare il mercato, limiamo la nostra idea e la adattiamo ai contesti. Tuttavia, si parte sempre da quello che realmente vogliamo fare, il campo simbolico in cui vogliamo impiegare le nostre energie. Ad una identità necessitata sovrapponiamo una identità creativa che trova i propri cardini nella volontà di auto superamento, nell’ impegno a reinventarsi singolarmente ad autorealizzarsi attraverso l’intenzionalità, la responsabilità, la volontà, la libertà e la decisionalità. [4] Solo in tal senso è possibile agire una committenza formativa consapevole, quando il percorso è a tal punto personalizzato è spesso necessario trovare da sé i propri maestri. [5]</p>
<p align="JUSTIFY">Dopo aver incrociato tutti questi elementi possiamo progettare il nostro percorso di orientamento al futuro, sulla base di obiettivi che ci motivano, attivando le nostre potenzialità fino a farle diventare poteri e poi magari talenti. Affrontare le decisioni relative al futuro, protegge i giovani dal rischio di abbandonare gli studi, cambiare drasticamente percorsi formativi oppure finire a lavori del tutto differenti da quelli per cui avevano studiato.</p>
<p align="JUSTIFY">Al contrario un progetto per il futuro basato sull’espressione e sulla valorizzazione delle proprie potenzialità ed intelligenze può trasformarsi in un processo di allenamento e di crescita continua dal punto di vista umano, per trovare il proprio posto nel mondo e contribuire alla felicità dei singoli e dell’intera società.</p>
<p align="JUSTIFY">NOTE:</p>
<p align="JUSTIFY">[1] J. Juul, <i>Sono grande abbastanza</i></p>
<p align="JUSTIFY">[2] L. Stanchieri, <i>Scopri le tue potenzialità </i>F. Angeli</p>
<p align="JUSTIFY">[3] H. Gardner <i>Formae Mentis </i></p>
<p align="JUSTIFY">[4] L.Stanchieri, <i>op. cit</i></p>
<p align="JUSTIFY">[5] B. Rossi <i>in Manuale per orientatori</i> (<i>a cura di F. Batini</i>) Erickson</p>
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