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	<title>nervi Archivi - Emma Labruna</title>
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	<title>nervi Archivi - Emma Labruna</title>
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		<title>Studio, i consigli per vincere l&#8217;ansia dell&#8217;esame</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 08:00:09 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ansia da esame è un disturbo molto diffuso e può impedire la piena espressione del nostro talento e della nostra preparazione. Studenti anche molto dotati, se paralizzati dall&#8217;ansia prima di un esame, a scuola o all&#8217;università, di una prova scritta o di un&#8217;interrogazione, possono non rendere come la loro capacità meriterebbe. Quali sono le cause più comuni che generano l&#8217;ansia da esame? Anzitutto è importante sottolineare che ci muoviamo nel campo dell&#8217;ansia “da prestazione”, quella da esame ne è in fatti un tipo molto particolare. Chi si sottopone a un esame sa che a finire sotto la lente d&#8217;ingrandimento del valutatore non è solo la preparazione, o le ore passate sui libri, ma anche l&#8217;intelligenza, la capacità logica, il modo di esprimersi. La sofferenza causata dall&#8217;ansia da esame è collegata alla paura di un brutto voto, e quindi di un riflesso negativo che questo avvenimento comporterebbe sull&#8217;autostima. Lo studente ansioso teme che, andando male a un esame, perderebbe fiducia in se stesso ma anche l&#8217;approvazione dei genitori e degli amici. Gli effetti dell&#8217;ansia da esame si riverberano anche sulla qualità del tempo passato a studiare. La preoccupazione e il nervosismo infatti incidono sulla concentrazione, in alcuni casi il rischio è quello di passare ore sui libri senza immagazzinare nulla. È il momento, quindi, di mettere da parte un po&#8217; di consigli per gestire l&#8217;ansia da esame senza farci travolgere.</p>
<p><strong>1. Non esiste la bacchetta magica</strong><br />
L&#8217;ansia non scomparirà da un giorno all&#8217;altro ma è fondamentale acquisire consapevolezza del problema. La disinvoltura e la scioltezza durante gli esami verranno anche con un po&#8217; di pratica. Datevi tempo.</p>
<p><strong>2. Evitate di studiare il giorno dell&#8217;esame</strong><br />
Un consiglio semplice ma efficace: il ripasso last minute infatti rischia di generare solo ulteriori dubbi e preoccupazioni.</p>
<p><strong>3. Non andate all&#8217;esame da soli</strong><br />
Gli studenti ansiosi spesso decidono di “scappare” dall&#8217;esame all&#8217;ultimo momento, senza presentarsi. Per evitare questo scenario, fatevi accompagnare all&#8217;esame da un amico che vi aiuterà a calmarvi e a rilassarvi e vi distoglierà da ogni proposito di fuga!</p>
<p><strong>4. Siate onesti riguardo ai vostri sentimenti</strong><br />
Inutile far finta di nulla: anche se siete di fronte al professore, l&#8217;ansia è lì, da qualche parte. Allora perché non essere del tutto onesti anche con chi vi sta di fronte? Ammettere di essere in uno stato ansioso è il primo passo per sdrammatizzare e ridimensionare.</p>
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		<title>Ansia, come lasciarsela alle spalle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 08:00:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ansia è un elemento che fa parte della vita umana, dal quale moltissimi di noi sono condizionati. Il passato, le esperienze della vita, l&#8217;emotività, sono tutti fattori che possono contribuire a generare carichi di ansia, a farci sentire oppressi di fronte a una decisione da prendere, o sempre sul filo di piccole e grandi preoccupazioni quotidiane. L&#8217;ansia si ripercuote nel comportamento e talvolta condiziona le nostre decisioni. Purificarsene può avere quindi l&#8217;effetto di sciogliere tensioni che non ci permettono di esprimere pienamente la nostra personalità. Ecco quindi alcuni suggerimenti per raggiungere quest&#8217;obiettivo.</p>
<p><strong>Ascoltiamoci</strong></p>
<p>Talvolta l&#8217;ansia si manifesta come un “eccesso di energia”. E se fosse proprio questo? Cioè se non avesse i connotati del tutto negativi che siamo abituati ad attribuire a questo stato emotivo? Se cambiamo quindi prospettiva, dando attenzione anche alle nostre reazioni fisiche, al respiro, a come canalizziamo l&#8217;energia, possiamo accorgerci che, a volte, l&#8217;ansia non è altro che una vera e propria scarica energetica, nell&#8217;attesa di fare o ricevere qualcosa.</p>
<p><strong>Aiutiamoci con il respiro</strong></p>
<p>Una corretta respirazione è un&#8217;arma utilissima per calmare i battiti del cuore quando ci sentiamo stressati e sotto pressione. Non è importante conoscere la tecnica di respirazione yoga del pranayama, basta prendersi un momento di concentrazione e respirare lentamente e profondamente. Pochi minuti, occhi chiusi e corpo il più possibile rilassato, e il respiro vi aiuterà a ossigenare nuovamente l&#8217;organismo, a farvi riprendere contatto in modo calmo ed equilibrato con il presente e le strade da intraprendere davanti a voi.</p>
<p><strong>Una domanda per noi stessi</strong></p>
<p>Se lo stress e il sentirsi sotto pressione rimangono come un blocco dentro di noi e non riusciamo a liberarcene, è arrivato il momento di chiederci cosa ci sta portando verso l&#8217;ansia. Del resto, questo tipo di emozione non è altro che un messaggio al nostro sistema emotivo che, come una specie di “alert”, ci fa capire che qualcosa non sta andando per il verso giusto e che andrebbe apportato qualche correttivo. Quindi, prima di tutto, dovremmo chiederci se è necessario introdurre qualche piccolo cambiamento, nelle abitudini ad esempio, o nell&#8217;approccio al lavoro, o infine nella comunicazione con gli altri. Se invece di opporci alla pressione generata dall&#8217;ansia, siamo in grado di ascoltarne le motivazioni, andremo verso la giusta direzione: quella della consapevolezza e della comprensione, arrivando da soli al raggiungimento dell&#8217;obiettivo.</p>
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		<title>Quando il lavoro ti rende infelice, ecco i segnali da riconoscere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 13:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti detestiamo sinceramente i giorni di pioggia e i lunedì ma, se appena aprite gli occhi, prima di alzarvi dal letto per andare a lavorare, i vostri primi pensieri sono...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/09/20/lavoro-ti-rende-infelice-segnali-riconoscere/">Quando il lavoro ti rende infelice, ecco i segnali da riconoscere</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti detestiamo sinceramente i giorni di pioggia e i lunedì ma, se appena aprite gli occhi, prima di alzarvi dal letto per andare a lavorare, i vostri primi pensieri sono già improntati a negatività e ansia, allora è il caso di affrontare il problema. È molto probabile, infatti, che stiate sottovalutando i piccoli e grandi “allarmi” legati al fatto che il vostro lavoro non vi rende felici e soddisfatti.</p>
<p>Ecco alcuni segnali che, sul lavoro, non tutto sta andando per il verso giusto.</p>
<ol>
<li><strong>“Odio tutti i miei colleghi”</strong></li>
</ol>
<p>Tutti hanno le proprie preferenze quando si tratta di colleghi e provare antipatia verso alcuni di loro non rappresenta una situazione anomala. Tuttavia, se questa animosità è rivolta indifferentemente a tutte le risorse con cui entrate in contatto e, in generale, all’ambiente nel quale vi trovate a lavorare, è evidente che i vostri sentimenti tenderanno inesorabilmente e sempre più verso una drammatizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><strong>“Detesto il mio capo”</strong></li>
</ol>
<p>Il racconto del mondo del lavoro e delle sue dinamiche relazionali è infarcito di cliché sul rapporto tra “boss” più o meno prepotenti e dipendenti. Tuttavia, se proprio non vi ritrovate nello stile manageriale del vostro capo e non riuscite a entrare in sintonia con lui, è forse tempo di cercare un impiego altrove.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="3">
<li><strong>“Ho perso l’entusiasmo”</strong></li>
</ol>
<p>Nessun nuovo progetto o incarico riesce a risvegliare la passione e l’eccitazione di una nuova avventura professionale e di nuovi obiettivi? Se a stento riuscite ad alzarvi dal letto e nulla più del vostro lavoro vi coinvolge e vi entusiasma, è il momento di essere onesti con se stessi, prima che questa apatia intacchi altre aree della vostra vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="4">
<li><strong>“Non mi pagano abbastanza”</strong></li>
</ol>
<p>Il lavoro vi piace ma non vi sentite sufficientemente ricompensati. Se questo poteva andare bene agli inizi della carriera, dopo un po’ di anni è giusto aspirare ad un’adeguata gratificazione. Se il compenso non rispecchia le vostre aspirazioni, generando un senso di ingiustizia e frustrazione, è tempo di guardarsi attorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="5">
<li><strong>“Sono sottoimpiegato” </strong></li>
</ol>
<p>Non vi sentite sufficientemente considerati e il vostro potenziale è perlopiù invisibile. La vostra opinione è poco tenuta in considerazione e non siete adibiti a mansioni adeguate al vostro curriculum. È una situazione che può facilmente irritare e generare un profondo senso di insoddisfazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="6">
<li><strong>“Mi sento stanco e non riesco a concentrarmi”</strong></li>
</ol>
<p>Senso di svogliatezza, stanchezza perenne, mancanza di focus e visione: sono altri spiacevoli sintomi che possono rivelare l’insoddisfazione per il proprio lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="7">
<li><strong>“I lavori dei miei amici mi sembrano più interessanti del mio”</strong></li>
</ol>
<p>Va bene ogni tanto consultare LinkedIn per conoscere le novità che riguardano i nostri amici e colleghi ma, se a questo si accompagna un senso di inferiorità verso i lavori altrui e una sorta di invidia professionale, è il caso di farsi qualche domanda sulla propria situazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="8">
<li><strong>“La domenica sera mi assale l’angoscia del lunedì”</strong></li>
</ol>
<p>Lamentarsi spesso di tutto quello che riguarda il lavoro e vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto, comporta un crescente senso di angoscia che, spesso, si riattiva potentemente la domenica sera. Quando la pausa del fine settimana è ormai agli sgoccioli e si riaffaccia l’incubo del ritorno in ufficio.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.emmalabruna.it%2F2016%2F09%2F20%2Flavoro-ti-rende-infelice-segnali-riconoscere%2F&amp;linkname=Quando%20il%20lavoro%20ti%20rende%20infelice%2C%20ecco%20i%20segnali%20da%20riconoscere" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.emmalabruna.it%2F2016%2F09%2F20%2Flavoro-ti-rende-infelice-segnali-riconoscere%2F&amp;linkname=Quando%20il%20lavoro%20ti%20rende%20infelice%2C%20ecco%20i%20segnali%20da%20riconoscere" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.emmalabruna.it%2F2016%2F09%2F20%2Flavoro-ti-rende-infelice-segnali-riconoscere%2F&amp;linkname=Quando%20il%20lavoro%20ti%20rende%20infelice%2C%20ecco%20i%20segnali%20da%20riconoscere" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.emmalabruna.it%2F2016%2F09%2F20%2Flavoro-ti-rende-infelice-segnali-riconoscere%2F&#038;title=Quando%20il%20lavoro%20ti%20rende%20infelice%2C%20ecco%20i%20segnali%20da%20riconoscere" data-a2a-url="https://www.emmalabruna.it/2016/09/20/lavoro-ti-rende-infelice-segnali-riconoscere/" data-a2a-title="Quando il lavoro ti rende infelice, ecco i segnali da riconoscere"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/09/20/lavoro-ti-rende-infelice-segnali-riconoscere/">Quando il lavoro ti rende infelice, ecco i segnali da riconoscere</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
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		<title>Lavoro, i consigli per calmare i nervi prima di un discorso importante</title>
		<link>https://www.emmalabruna.it/2016/08/30/lavoro-consigli-calmare-nervi-un-discorso-importante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Labruna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 07:57:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È scientificamente provato: il nervosismo e l’ansia collegati ad un avvenimento sono in grado di produrre sul fisico effetti dannosi. Aumento della frequenza cardiaca, stomaco chiuso, nausea, tremori, sudorazione, ginocchia...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.emmalabruna.it/2016/08/30/lavoro-consigli-calmare-nervi-un-discorso-importante/">Lavoro, i consigli per calmare i nervi prima di un discorso importante</a> proviene da <a href="https://www.emmalabruna.it">Emma Labruna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È scientificamente provato: il nervosismo e l’ansia collegati ad un avvenimento sono in grado di produrre sul fisico effetti dannosi. Aumento della frequenza cardiaca, stomaco chiuso, nausea, tremori, sudorazione, ginocchia deboli, fauci secche, voce incerta, rossore in viso, tensione muscolare e molto altro. Immaginiamo che tutto questo accada il giorno in cui finalmente ci presentiamo al pubblico, per un discorso o una presentazione, su cui abbiamo lavorato per mesi.</p>
<p>Nonostante i possibili sintomi esterni, la buona notizia è che non c’è nulla di male nel sentirsi nervosi o in ansia prima di uno speech. L’importante è riuscire a ricorrere a qualche piccolo accorgimento per evitare di far emergere il nostro stato d’animo. Il pubblico, infatti, non ci guarda dentro e non sa come ci sentiamo in quel momento. Perciò, quando si impara ad agire in maniera calma, abbiamo centrato il nostro obiettivo. Quando, infatti, restituiamo all’esterno un’immagine di noi basata su compostezza e fiducia, i nostri interlocutori recepiranno e conserveranno di noi sensazioni positive.</p>
<p>Ecco, quindi, alcuni consigli per trasformare il nervosismo prima di un “big speech”, in una opportunità di successo.</p>
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<li><strong>Un’adeguata preparazione<br />
</strong>Cerca le informazioni che ti servono e, come un bravo artigiano, confeziona il contenuto cucendolo addosso alle tue qualità e caratteristiche. Non procrastinare questo momento: è importante anticiparsi, in modo da arrivare alla presentazione con tutte le informazioni già assimilate.</li>
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<ol start="2">
<li><strong>Familiarizzare con la location<br />
</strong>Non aspettare di arrivare sul palco per conoscere il luogo nel quale avverrà la presentazione. In questo modo, non ci saranno sorprese dell’ultimo minuto (scoprire che dal palco si vede solo metà del pubblico, ad esempio, o che durante lo speech viene servita la cena) e potrai testare le attrezzature prima del grande momento.</li>
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<ol start="3">
<li><strong>Il giusto training</strong><br />
Importante allenarsi prima, anche di fronte ad un po’ di pubblico, se possibile. L’ideale sarebbe registrare la prova e poi rivederla per evidenziare punti di forza e punti di debolezza.</li>
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<ol start="4">
<li><strong>Informarsi sul pubblico che parteciperà</strong><br />
Preparati facendo, con un po’ di anticipo, una piccola ricerca per capire cosa si aspetta il pubblico dalla tua presentazione. Arrivare sul posto in anticipo e scambiare qualche parola con le persone che vi ascolteranno, può aiutare ad avere informazioni privilegiate e volti amici in platea.</li>
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<ol start="5">
<li><strong>Pensa positivo</strong><br />
Allontana la negatività ripetendo affermazioni votate all’ottimismo e a esaltare la tua bravura di speaker. Concentra la mente sull’entusiasmo, sul dinamismo e sul talento. Inoltre, per aiutare fisico e mente a rispondere bene alle sollecitazioni, è consigliabile praticare respiri profondi. Calmano il battito cardiaco e ossigenano il cervello.</li>
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<ol start="6">
<li><strong>Memorizza il modo in cui aprirai la presentazione</strong><br />
Comincia bene e sarai a metà dell’opera. Le prime battute, infatti, comportano sempre una bella scarica di adrenalina. Se si impressiona l’audience da subito, la strada sarà in discesa, nonostante il nervosismo.</li>
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<ol start="7">
<li><strong>Sorridi!</strong><br />
Un sorriso sincero genera nel cervello sostanze chimiche in grado di calmare i nervi e conferire un senso di benessere. Inoltre, trasmette al pubblico il messaggio che sei felice di essere lì con loro.</li>
</ol>
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<ol start="8">
<li><strong>Non sei così nervoso come credi<br />
</strong>Ricorda: il pubblico non ti guarda dentro e spesso, dopo una presentazione, quando ci si rivede, ci si rende conto che non apparivamo poi così nervosi come ci sentivamo.</li>
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<p>In conclusione, quando ci poniamo con atteggiamento calmo e fiducioso, o almeno proviamo ad apparire come se lo fossimo, raccogliamo solo vantaggi: credibilità, simpatia, attenzione del pubblico. Se impariamo a gestire i nervi, infatti, e ci connettiamo col pubblico, le percentuali di successo aumentano esponenzialmente.</p>
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<p><em>Note: Articolo liberamente tratto da uk.businessinsider.com </em></p>
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