29 Lug Genitori e figli, i consigli per praticare l’ascolto attivo
Spesso mi scrivono genitori alle prese con i problemi dei figli e, soprattutto, con la necessità di instaurare con loro un dialogo proficuo. Molte volte mi sento dire la frase “mio figlio non mi ascolta”. È vero che i genitori, animati da buone intenzioni, si prodigano per dare buoni consigli, supportare le aspirazioni dei figli, sostenerli attivamente di fronte alle sfide quotidiane. È altrettanto vero, però, che i figli talvolta alzano un muro e il dialogo non riesce a innescarsi. Un elemento importante da tenere in considerazione in questa dinamica, e che cerco spesso di mettere in evidenza con i genitori che si rivolgono a me, è il fatto che molti genitori hanno paura della possibilità che i figli “falliscano” o compiano gravi errori. I genitori, infatti, si sentono responsabili dei possibili insuccessi dei figli e si identificano totalmente con i loro problemi. In questo modo, però, il rischio è quello di dimenticare che la questione sollevata riguarda la sensibilità del ragazzo e non del genitore. È lui a dover rispondere alle criticità. Quando, invece, scatta questa identificazione, i genitori, involontariamente, trasmettono ai figli un senso di mancanza di fiducia nei propri mezzi.
Quindi, il primo passo è quello di acquisire la consapevolezza che il problema appartiene a nostro figlio, e non al genitore. Se riconosciamo nostro figlio come una persona distinta e autonoma, contribuiamo anche a fargli comprendere che dentro di sé ha tutte le risorse per venire a capo dei problemi.
In questo senso, è importante che anche noi genitori ci impegniamo per costruire una vita soddisfacente, cercando di realizzarci come persone, con tutto il nostro carico di bisogni e attese a cui rispondere.
Il primo passo è quello di comprendere i nostri sentimenti e bisogni più profondi. Se non siamo felici per primi noi stessi, non saremo in grado di garantire felicità e serenità ai nostri figli.
Quando un ragazzo prende un brutto voto a scuola, ad esempio, è il primo a provare dispiacere per l’accaduto. Il rapporto con i professori e i compagni nell’ambito del percorso scolastico è infatti un primo momento di confronto e definizione della propria identità. Quando un genitore acquisisce la consapevolezza di questo processo, può contribuire positivamente a far comprendere al figlio che le avversità fanno parte della vita, sta a noi trasformarle in opportunità di maturazione personale.
Ecco quindi alcuni semplici consigli per praticare l’ascolto attivo nei confronti dei nostri figli:
- Quando nostro figlio ha un problema, ricordate che è lui a doverlo affrontare. Distinguiamo quindi la sua persona dalla nostra.
- Ascoltatelo con la massima attenzione ma astenetevi da giudizi e indicazioni del tipo “avresti dovuto fare così”.
- Comprendere lo stato d’animo di nostro figlio e lasciar venir fuori, attraverso il dialogo e il confronto, tutte le possibili soluzioni. Anche in questa fase, ricordate di non giudicare o ridicolizzare.
- Una volta elaborate le soluzioni, scegliere insieme la migliore. Ad esempio, nel caso di un brutto voto dopo un’interrogazione, ripassare il programma e offrirsi per essere nuovamente interrogato.
- Infine, la conclusione del processo di ascolto: attuare la soluzione scelta e verificarne il risultato.
Note: liberamente ispirata ai testi di Maria Paola Battista (italia.eu)