19 Lug Adolescenti e social media, il ruolo dei genitori
Nel suo nuovo libro “American Girls: Social Media and the Secret Lives of Teenagers”, Nancy Jo Sales mette in luce come, attraverso un utilizzo distorto dei social network, ragazze appena adolescenti si espongano alla distruzione della propria reputazione e della fiducia in loro stesse, quando non addirittura a rischi concreti, diventando oggetto di cyberbullismo o accettando l’amicizia di soggetti sconosciuti e pericolosi. È su questo terreno che i genitori devono intervenire, cominciando dalla conoscenza del mondo dei loro figli. Inutile negarlo: viviamo nell’epoca dei social network. Siamo condizionati, e in un certo senso dominati, dal linguaggio di Instagram, Facebook, Snapchat, Twitter. Strumenti ormai ben noti agli adolescenti di tutto il mondo, in grado di destreggiarsi tra app e pc con grande disinvoltura. Tuttavia, questo potente specchio virtuale ha due facce, soprattutto quando si tratta di giovani ragazze sulla soglia dell’adolescenza, con tutto il loro carico di emozioni e fragilità.
Quando i social veicolano messaggi positivi
Quando una 17enne di Boston è stata proclamata “la ragazza più brutta della scuola”, si è servita proprio dei social media per ribaltare il tavolo. La ragazza ha infatti scritto un intenso post su Facebook nel quale spiegava, con un linguaggio chiaro e immediato, l’importanza di sentirsi bene nei propri panni accettando il proprio aspetto fisico. Il post è diventato virale in poche ore, diventando un potente messaggio di ispirazione per molte ragazze in tutto il mondo. Sono molte le ragazze che, alle prese con piattaforme caratterizzate dal dominio dell’immagine e dell’apparenza, come Snapchat o Instagram, se ne servono per alimentare messaggi incoraggianti e diventare esempi positivi per altre ragazze. Ad esempio, condividendo i contenuti promossi da altri importanti simboli positivi, che spesso la tv trascura. Oppure sensibilizzando i propri contatti su temi sociali e raccolte fondi per campagne di beneficenza.
Ragazze da seguire
Se sul web si affermano modelli e figure in grado di ispirare le più giovani, è bene che siano raggiungibili dal maggior numero di utenti possibili. Mostrare alle ragazze il modo intelligente in cui molte coetanee si servono dei social media, può indirizzarle verso un utilizzo più consapevole e sicuro dei propri profili digitali, mettendo in luce il potere positivo del mezzo. Ad esempio, potrebbe essere utile mostrare loro la tenace campagna condotta da Marley Dias, una undicenne statunitense che ha dato il via al fenomeno #1000BlackGirlBooks, per contrastare la mancanza di libri che parlano di ragazzi di colore nelle scuole americane. La campagna ha avuto una tale eco da spingere anche Barnes & Noble ad aderire. Altro esempio di utilizzo ispirato dei social da parte di un’adolescente è quello di Isis Brown. Isis ha usato YouTube per resistere ai bulli online che, solo a causa del suo nome, la appellavano come “terrorista”. Il suo messaggio ha lasciato il segno: “ama il tuo nome, custodisci il tuo nome”.
Il ruolo dei genitori
La luce che brilla sugli esempi positivi deve diventare sempre più luminosa. In questo modo, le nostre figlie potranno facilmente approcciare a modelli di comportamento positivi ed originali, appassionarsi ad una causa, riflettere su tematiche che spesso restano fuori dalle aule scolastiche. Spetta alla famiglia mostrare loro questi esempi, così come è fondamentale che i genitori sappiano quali marchi, celebrità o amici seguono le figlie sulle loro applicazioni preferite. Una ricerca di Common Sense Media, pubblicata nel 2015, ha evidenziato che ogni giorno gli adolescenti negli Stati Uniti trascorrono circa nove ore a navigare sui social media. È una quantità di tempo decisamente adeguata a far sì che le ragazze possano introiettare lezioni e messaggi istruttivi e positivi.
In campo per far emergere il lato positivo
I genitori possono affiancare le figlie in questo percorso di conoscenza e comprensione, supportandole nel far emergere profili social interessanti da seguire e condividere, che si tratti di giovani campionesse sportive o di brillanti menti scientifiche. È inoltre importante incoraggiare le ragazze a condividere elementi positivi delle loro personalità, delle esperienze di vita, dei sogni e delle idee per il futuro. In questo momento, nel quale l’educazione ai social media non fa ancora parte del percorso scolastico, sono i genitori a dover giocare un ruolo da protagonisti, per tenere lontane le figlie dal cyberbullismo, dalla svalutazione personale e dall’adescamento di sconosciuti.