10 Lug Fuori-sede e amicizie “liquide” – Maddalena Guerriero
Per gli studenti fuori sede l’uscita dal nucleo familiare ed il trasferimento in una nuova città, possono essere eventi destabilizzanti ma, al contempo, molto formativi.
Il cambiamento di ritmi e stile di vita, che spesso devono adattarsi a quelli di metropoli come Roma o Milano, il dover riorganizzare la propria routine per far fronte a tante piccole incombenze quotidiane a cui prima pensava la famiglia, e poi la convivenza, un’esperienza di vita e dicrescita che ti porta davvero a fare i conti con i tuoi limiti, a rimodulare il tuo modo di interagire con gli altri, a riflettere su come possono essere complesse le relazioni umane.
È necessario maturare una tua indipendenza emotiva che faciliti il bastare a sé stessi sempre, pur restando immersi in una miriade di contesti sociali diversi.
Nel vivere con persone diverse da te, con modi di fare e abitudini diversi, devi per un attimo mettere da parte l’idea di amicizia e lo spirito di condivisione come lo intendiamo da ragazzi e, anzi, tracciare prima dei limiti e dei confini con l’altro e mantenere un certo distacco emotivo che consenta di saper dire di no quando è necessario e di non farti sopraffare dai ritmi e dalle esigenze degli altri finendo per perdere di vista le tue.
A me è stato utile in proposito leggere i testi di Rolf Sellin che possono aiutare a modificare il proprio modo di approcciare il mondo, insegnando a tracciare confini emotivi con l’altro per far sì che questi non ci ferisca.
Bisogna imparare a stare con tutti senza perdere sé stessi e ad essere amici proprio nel rispetto dell’individualità, diversità e indipendenza dell’altro.
Queste lezioni di vita si apprendono spesso solo vivendo e non senza incorrere in ferite e delusioni. In un mondo dominato dall’indifferenza e dall’individualismo può essere pericoloso condividere con l’altro senza prima valutare accuratamente chi abbiamo di fronte. Per di più, le persone intorno a noi cambiano continuamente, annullando la possibilità di un rapporto di continuità e di conoscenza più profonda che consenta anche un legame affettivo.
Ci si ritrova a sperimentare le conseguenze di quella società liquida di cui tanto si parla negli ultimi anni, in cui la nostra generazione si è trovata immersa: nel mondo globale la liquidità dei ritmi e degli stli di vita ha creato instabilità non solo nella vita pratica ma anche nella sfera emotiva.
La generazione dei millennials è una generazione di “cittadini del mondo”, che deve adattarsi a cambiare lavoro, a spostarsi continuamente, cambiando contesti e riferimenti affettivi, perdendo quella “continuità del sé”, che determina una storia nel vissuto di una persona.
Possiamo evitare il rischio di una dissoluzione personale solo conoscendo bene noi stessi e stabilendo criteri validi e coerenti per individuare le persone a noi più affini.