Genitori e figli, i consigli del coach per un dialogo proficuo

Genitori e figli, i consigli del coach per un dialogo proficuo

Nell’arco di una sola generazione, il rapporto tra genitori e figli è radicalmente mutato. Oggi i figli sono visti dai genitori come esseri umani unici, in grado di affermarsi nel mondo realizzando la propria vocazione. Il ruolo dei genitori è quindi diventato oggi in un certo senso “empirico”, essendo cambiati sia i punti di rifermento, che il contesto sociale attorno alla famiglia. Di fronte alle nuove sfide, la metodologia del coaching è un valido supporto per affrontare le potenzialità e le criticità del rapporto tra genitori e figli.

 

La metodologia del coaching risulta particolarmente utile nei seguenti punti chiave:

  • Stabilire chi comanda, contribuendo all’affermazione del concetto di “autorevolezza” a sfavore di quello di “autorità”.
  • La capacità di ascolto: spesso per i genitori è più facile dire che il figlio non li ascolta piuttosto che chiedere a loro stessi quanto sono disposti ad ascoltare i propri figli. Vi sono due tipi di ascolto. Il primo è l’ascolto passivo, che consiste nell’intervenire pochissimo nel dialogo e, quindi, far parlare molto l’altro. Il secondo è l’ascolto attivo, finalizzato a comprendere ciò che l’altro sta dicendo.
  • Infine, la scoperta delle potenzialità dei nostri figli.

 

La psicologia positiva, diffusasi alla fine degli anni ’80, ha contribuito a mettere in evidenza che la felicità non è uguale per tutti, ma di certo è più felice chi si dedica totalmente alla propria attività (lavoro, gioco, tempo libero, famiglia). Ad esempio, il bambino che passa il tempo giocando con la tanto demonizzata Play Station si sta impegnando per raggiungere la propria felicità e soddisfazione, cercando di realizzare gli obiettivi posti dal videogame.

 

Coltivare virtù e potenzialità è la strada che porta alla felicità. La psicologia positiva ha identificato le principali virtù – punti di forza:

  1. Saggezza
  2. Coraggio
  3. Amore
  4. Giustizia
  5. Temperanza
  6. Trascendenza

 

Il percorso di coaching propone di partire sempre dai punti di forza: è grazie ad essi, infatti, che riusciamo a migliorare i nostri punti deboli. “Di solito, arrivati a questo punto dell’incontro – spiega la coach Emma Labruna -, propongo ai partecipanti al percorso un questionario sulle potenzialità. Chi partecipa dovrà dare un voto da 0 a 10 alle potenzialità che ritengono di possedere. Ciò che viene fuori è un bellissimo scambio tra persone che parlano di sé e si pongono domande, raccontano esperienze e si sentono anche incoraggiate a migliorare i propri voti, quindi le loro potenzialità”.

 

I genitori – continua Labruna – sentono la responsabilità di essere qualcosa di meglio che semplici persone. Pensano di dover essere sempre all’altezza della situazione, di dover sempre amare i figli ed essere tolleranti o di dover mettere da parte i propri bisogni. In questo modo, accedono ad un ruolo che prima o poi risulterà stretto. Il punto di partenza è l’accettazione di se stessi, come persone e individui, da parte dei genitori”.

 

Conoscere i propri sentimenti – prosegue – e come possono variare a seconda delle circostanze consente di essere in grado di accettare meglio la personalità e le azioni dei figli e degli altri. Ci si sente di più a proprio agio, quando si sta con persone che non hanno idee precise e rigide su come ci si dovrebbe comportare in ogni circostanza, su cosa è giusto e cosa è sbagliato. La sicurezza deriva piuttosto dalla fiducia in se stessi, cioè dal sentire di andare bene, di essere a posto per come si è”.

 

Note: liberamente ispirata ai testi di Maria Paola Battista (italia.eu)