5 modi per comunicare con i figli adolescenti

5 modi per comunicare con i figli adolescenti

“Mio figlio non mi ascolta per niente!”

“È sempre fuori con gli amici!”

“Rimane in camera sua con la porta chiusa e non esce mai!”

“Va male a scuola e non so che fare!”

“Sono preoccupata per le sue scelte alimentari.”

Superati gli anni dell’infanzia, i figli diventano sempre più indipendenti nel percorso che li condurrà verso la fase adulta della loro vita. In un processo così delicato, gli adolescenti spesso reclamano sempre più libertà e tale esigenza viene recepita da parte dei genitori con timore e diffidenza, tanto da provocare talvolta delle liti. Ecco cinque parole chiave per gestire al meglio il rapporto con i figli adolescenti: cambiamento, comprensione, compromesso, privacy, presenza.

 

1. Essere pronti al cambiamento

Troppo spesso si dimentica che nell’età adolescenziale non è più possibile imporre ai giovani le stesse regole alle quali sottostavano da bambini, né affrontare i relativi conflitti con lo stesso approccio di qualche anno prima. Un importante passo verso una relazione pacifica con i propri figli è la presa di coscienza della fase di cambiamento in cui si è entrati, così come la consapevolezza del fatto che la paura non appartiene solo ai genitori, ma anche e soprattutto ai ragazzi che stanno per spiccare il volo verso un futuro pieno di incertezze e nuove emozioni.

2. Comprendere la necessità di indipendenza

I timori che un genitore prova per l’incolumità e la felicità dei propri figli sono del tutto leciti, sebbene il controllo ferreo esercitato durante i primi anni di vita vada gradualmente attenuato in favore di un’innegabile richiesta di indipendenza da parte dei ragazzi. Del resto, per crescere è necessario anche imparare prendere decisioni autonome, nonostante tali sperimentazioni abbiano bisogno di tempo e pazienza per dare i loro frutti. Concedere più libertà agli adolescenti richiede una dose non indifferente di forza, coraggio e attenzione da parte dei genitori, ma ne vale decisamente la pena.

3. Accettare compromessi

Accanto alla sempre crescente richiesta di libertà, gli adolescenti conservano ancora comunque necessità di protezione. Per poter aiutare i propri figli a scoprire chi sono davvero, quali sono le loro identità e aspirazioni, è necessario talvolta imparare a discutere, negoziare e, se necessario, accettare compromessi, anziché imporre la propria autorità.

L’unico modo per far breccia nella spessa corazza adolescenziale è spiegare le ragioni che sono alla base di un determinato sistema di regole, aprendo così la relazione genitore-figlio a nuovi orizzonti comunicativi.

4. Rispettare la privacy

Ogni ragazzo ha esigenze diverse, ma quella comune a tutti gli adolescenti è il bisogno di crearsi uno spazio personale e privato. Imparare a conoscere chi sono e chi diventeranno i propri figli non implica certo la violazione della loro privacy. A differenza di quando erano bambini, ora fare capolino nella loro intimità è una richiesta da effettuare con tatto e delicatezza.

5. Essere sempre presenti

Ascoltare gli adolescenti e cercare di mantenere con loro un dialogo aperto e quotidiano è una delle colonne portanti del rapporto di fiducia che lega genitori e figli. A differenza di un bambino, a un ragazzo in fase adolescenziale non basta conoscere la regola, ha bisogno anche di sapere le motivazioni che hanno spinto il genitore a fornirgli quel determinato sistema educativo. Spesso nascono conflitti a causa di naturali divergenze di opinione e, anche se può sembrare inaccettabile, le scelte sbagliate sono talvolta funzionali a una crescita corretta. Essere infatti presenti per un figlio non significa opprimerlo, ma osservarlo, studiarne espressioni ed emozioni ed esprimere le proprie opinioni con quanta più delicatezza possibile.

 

Per concludere, non sarebbe saggio lasciare a un adolescente completa libertà per quanto riguarda decisioni che probabilmente non è ancora in grado di prendere. D’altra parte però, non bisogna neanche imporre arbitrariamente la propria volontà, a scapito delle attitudini di un figlio. Ogni decisione deve essere ben valutata, ma soprattutto discussa e approfondita con il ragazzo, e a tal proposito, il supporto di un coach specializzato può risultare particolarmente utile ed efficace.